martedì 18 settembre 2007

CIAO A TUTTI!!

COMPLIMENTI PER LA FANTASTICA GRIGLIATA DI FINE ANNO!


La scuola è riiniziata (d’oh!) e ci troviamo di nuovo a dover eleggere i nostri rappresentanti in Consiglio d’Istituto e alla Consulta Provinciale.
Ovviamente la lista che presentiamo si chiamerà ancora “FAI SENTIRE LA TUA VOCE “ e continueremo sulla linea del lavoro svolto l’anno scorso.
Chinque voglia candidarsi nella lista per il CDI o la Consulta lo faccia! Più siamo, meglio è!!
Presto ci riuniremo in un collettivo per prendere le decisioni su questo argomento e presenteremo le idee per le attività di quest’anno.
Ragazzi tiratevi in mezzo, non spetta sempre a qualcun altro prendersi un pochino di responsabilità!

Quest’anno sembra che avremo un’altra lista concorrente che si presenta per rappresentare gli studenti creata da nientedimento che Theodor... (per chi non lo sapesse: uno dei, se non l’unico fascio-nazista “militante” della scuola) uno stimolo in più a candidarsi.

Comunque le elezioni si terranno il 23 ottobre per la Consulta e l 11 e 12 novembre per il C.D.I., facciamoci trovare pronti!


Oggi si è tenuto il primo CDI, riportiamo i fatti che interessano maggiormente:

· La scuola riesce a pagare lo svolgimento delle attività d’istituto, gli insegnati ecc. grazie alla liquidità che fruttano gli interessi dei soldi depositati sul conto della scuola, da parte di associazioni, Consulta Provinciale ecc. Inoltre è pagata per ospitare varie attività esterne (esempio: formazione del personale docente ecc.) le quali contribuiscono al funzionamento economico dell’Istituto
· Per il furto subito a Marzo l’assicurazione ha liquidato il danno per 6360 €
· Per il rimborso atti vandalici gli alunni hanno versato 1544 €


Sandro
e Ilaria

lunedì 18 giugno 2007

FOTO GRIGLIATA!


yooooooo!!


la più piccola del gentileschi, nostra mascotte





we love you yuri! uno di noi per 5 anni e per sempre



seguiranno altre foto..........
BUONE VACANZE!!
IOUIEA


giovedì 7 giugno 2007

ANNUARIO

questo che segue è quanto abbiamo scritto al preside in conseguenza alle polemiche sul rilascio degli annuari che abbiamo pagato.
il documento verrà consegnato domani, voi cosa ne pensate?



Milano 7 Giugno 2007


All’attenzione della presidenza


OGGETTO: Risarcimento imbiancatura causa imbrattamento parti comuni


La presente per manifestare il nostro disappunto alla richiesta in oggetto.
Infatti le scritte sono state effettuate inequivocabilmente fuori dall’orario di lezione quindi ogni studente deve essere equiparato a coloro che, risultando assenti, non hanno ricevuto intimazione di rimborso.
Giusto quanto sopra, appare pretestuoso vincolare la consegna degli annuari, per altro già pagati all’istituto dai genitori con l’atto di iscrizione, al risarcimento delle spese di imbiancatura.
Più opportuna risulta essere la proposta per l’anno scolastico 2007\2008 della stipula di una polizza assicurativa che copra gli atti vandalici da sottoporre alle famiglie degli studenti.
In conclusione, speriamo di poter terminare quest’anno scolastico non con provocazioni ma con un’apertura alla mediazione e al confronto, sicuramente più produttiva, come preambolo positivo per il prossimo anno.


I rappresentanti d’istituto
Il Collettivo

martedì 5 giugno 2007

FESTA DI FINE ANNO – NA MISS IT!


SABATO 9 GIUGNO
GRIGLIATA @ BOSCO IN CITTA’ (INGRESSO QUINTO ROMANO)
COSTO 5 EURO

DOPO LA MATTINATA A SCUOLA CI TROVIAMO TUTTI AL BOSCO IN CITTA’ PER CHIUDERE IN BELLEZZA 9 LUNGHI MESI DI STRESS SCOLASTICO.
LA PARTECIPAZIONE E’ APERTA A TUTTI, POTETE PORTARE CHIUNQUE DESIDERIATE.
LA “QUOTA DI PARTECIPAZIONE” VERRA’ RITIRATA LA MATTINA STESSA ONDE EVITARE RIPENSAMENTI CHE POTREBBERO CREARE CONFUSIONE.
VERRA’ UTILIZZATA PER L’ACQUISTO DI:
· SALSICCE
· SPIEDINI
· HAMBURGER
· ACQUA
· THE ALLA PESCA E AL LIMONE
· ETTOLITRI DI BIRRA
· PILE ALKALINE (PER LO STEREO)
· PIATTINI SCRAUSI DI PLASTICA
· TOVAGLIOLI
ABBIAMO A DISPOSIZIONE UN PORTICO, CHE VERRA’ ALLESTITO DAL COLLETTIVO NELLA MATTINATA.
CHIUNQUE NECESSITI DI ULTERIORI INFORMAZIONI NON DEVE FAR ALTRO CHE CHIEDERE O SCRIVERE SUL BLOG.
RAGGIUNGERE IL BOSCO DA SCUOLA E’ FACILE E ABBASTANZA VELOCE, SE NON AVETE BEN CHIARA LA STRADA POTETE MUOVERVI CON IL GRUPPO DEL COLLETTIVO CHE SI RITROVERA’ IN GIARDINO NELLA MATTINATA.
E’ PREVISTA UN’ALTA ADESIONE, QUESTO VUOL DIRE CHE NON PUOI MANCARE!

lunedì 19 marzo 2007

SETTIMANA ANTIRAZZISTA


Dal 15 al 25 Marzo diverse iniziative (calendario:http://www.globalproject.info/art-10723.html) arricchiranno le nostre giornate e sicuramente le nostre menti.a scuola tratteremo l'argomento con l'esposizione di alcuni cartelloni prodotti dal collettivo, che approfondiscono alcune curiosità sul razzismo e xenofobia, centri di permanenza temporanea, immigrazione e raccontano la storia di dax per l'anniversario della sua morte con i fatti successi poco dopo all'ospedale San Paolo.Prodotti per una zona libera dal razzismo, per una scuola aperta.

venerdì 16 febbraio 2007

RESOCONTO

Milano, 15/2/2007

All’attenzione di tutti gli studenti


L’autogestione di quest anno è stata a nostro avviso la migliore degli ultimi anni e ogni giorno hanno partecipato al nostro progetto un buon numero di studenti.
Per mesi abbiamo organizzato, durante i collettivi, il lavoro che volevamo svolgere e ciò ha permesso la realizzazione di un programma serio e costruttivo.
Questo è ciò che è avvenuto:
il primo giorno abbiamo avuto problemi a far partire i gruppi di discussione a causa di qualche problema burocratico (scelta del piano e assunzione di responsabilità).
Verso la fine della mattinata abbiamo ristabilito un clima di lavoro e, con una riunione finale, abbiamo pianificato il secondo giorno.
Il secondo giorno tutto era organizzato e, come ha ammesso anche il dirigente scolastico l’autogestione ha funzionato meglio: la Sicurezza si è impegnata a rispettare i turni e, nonostante l’arrivo di esterni, nessuno è entrato sul piano.
I collettivi hanno lavorato tutti bene ed è iniziato anche il cineforum.
Il terzo giorno è stato problematico a causa di numerosi esterni che hanno cercato di entrare sul piano. Anche questa volta il servizio di Sicurezza ha funzionato e la maggioranza di loro non è riuscita a entrare ma, nonostante il lavoro procedesse bene in tutti i gruppi di discussione, l’autogestione è stata chiusa per prevenire l’ingresso in massa di esterni provenienti dall’ E. Conti, Cardano e Agnesi che giravano in tutto l’istituto per trovare una via d’ingresso.
Il bilancio finale del progetto pensiamo sia più che buono anche se l’autogestione è terminata anticipatamente, non per problemi dovuti alla nostra attività, ma per garantire la sicurezza di tutto l’Istituto.
Il Preside si è impegnato a garantire spazi di discussione durante l’orario scolastico, per permetterci di concludere il lavoro e partecipare agli incontri che non è stato possibile svolgere durante l’autogestione.
Ringraziando tutti gli studenti che hanno collaborato alla riuscita del progetto, portiamo alcune testimonianze dei partecipanti.

-Ritengo che l’autogestione sia stata organizzata in maniera ottima, sia per i molteplici collettivi organizzati che per l’andamento stesso.
E’ stata l’unica autogestione, nell’arco di 6 anni in cui c’è stata organizzazione sia in ambito sicurezza sia per le aule e gli argomenti.
Mi spiace che sia finita. Firmato a nome della 4B

-L’autogestione di quest’anno è stata organizzata e gestita meglio rispetto all’anno precedente.
Dai diversi collettivi sono sorti pensieri, preferenze, opinioni differenti, che hanno portato a potersi confrontare e a cercare di chiarire dei dubbi, che sono stati costruttivi per noi tutti.
Il problema degli esterni purtroppo ha impedito il nostro proseguimento. Firmato Giulia, Nicole, Alexander 1GT

-Di questa autogesta non si può dire niente di male! Poiché i rappresentanti d’istituto si sono comportati adeguatamente alle proposte iniziali.
Sono stati affrontati argomenti interessanti che non si potrebbero approfondire in classe. Firmato Alex, Francesca, Irene

-Ho visto finalmente il primo momento in cui la scuola è sembrata unita, in cui noi realmente come alunni siamo sembrati mossi da qualcosa di sincero, sentito, da un tentativo di vera collaborazione, vera voglia di mobilitarsi.
Si sono visti collettivi veramente attivi, molto più che decenti, che, partiti da argomenti come “regimi totalitari e strumentalizzazione delle masse” sono arrivati a farci discutere su decine di argomenti validissimi d’attualità, dal problema della mafia, alla situazione della striscia di Gaza, al terrorismo, al fallimento dei sessantottini, all’influenza americana, la caduta delle torri gemelle e il film di Michael Moore, i rapporti tra la famiglia Bush e Bin Laden, l’influenza del vaticano sull’Italia, la guerra in Iraq, la manifestazione di Vicenza, della presenza delle 113 basi statunitensi in Italia, manifestazioni in generale, i pacs/dico…eccetera.
Quest’autogestione è stata un sincero punto d’incontro per una scuola che non ha ancora imparato cosa significa seriamente collettività e collaborazione e pensare che potrebbe persino correre il rischio di venir definita inutile, che non abbia portato frutti, che non abbia avuto cause per nascere.
Ed è proprio questo che abbiamo il dovere di comunicare, che non è stato tempo perso, che è servita, ci ha soddisfatti. Forse una serie di cose non sono girate dal verso giusto e non l’hanno resa perfetta, però certamente ne è valsa la pena.

-Quest autogestione è stata ben organizzata. I collettivi sono stati interessanti ed anch’essi ben organizzati.
E’ stata davvero una buona autogestione che ha funzionato in modo perfetto. Rispetto all’anno scorso abbiamo tenuto dibattiti interessanti capaci di mantenere la gente dentro ai collettivi.

- L’autogestione è andata bene, non ci sono stati problemi. Parlare di attualità tra ragazzi è più interessante rispetto al normale insegnamento dei professori.
Quest’anno l’autogestione è stata organizzata più accuratamente degli anni scorsi e soprattutto voluta dalla maggior parte di noi studenti del Gentileschi….e purtroppo rovinata non da componenti di questo istituto. Firmato Michela 3B, Valentina 4G, Anna 3F, Eleonora 4L, Letizia 4L, Laura 4L, Dalila 4L, Martina 2F.

-Secondo il nostro parere questa autogestione è stata molto costruttiva, c’è stata collaborazione da parte di tutti ma soprattutto si è svolta secondo le regole. Di conseguenza riteniamo sia stata inopportuna la chiusura dell’autogestione. Firmato Chiara 1DT, Sara 1BT, Linda 1DT, Andrè 1DT, Cristina 1DT, Anna 1BT.


Ci tenevamo ad allegare, vista la possibilità data dal preside di far passare questo resoconto
informativo sotto forma di circolare, un’importante punto della nostra autogestione che avremmo trattato con maggior riguardo nella giornata di venerdì, ma che è stato comunque ampliamente esposto in autogestione: la manifestazione di sabato 17 a Vicenza contro la base militare americana Dal Molin.
Questo è il filo che lega la nostra autogestione a quella di tutte le altre scuole che, come noi, si mobilitano contro la guerra, e contro questa cultura di guerra che vede la sua conferma nella nuova finanziaria, dove gli aumenti alle missioni militari sono direttamente proporzionali ai tagli alla scuola.
Dalle autogestioni arriva diretto il messaggio del radicato ripudio alla guerra, del dissenso nei confronti della base militare americana Dal Molin, ennesimo anello che si va ad aggiungere all’infernale catena della guerra nella sua totalità; non ancora contenti delle 113 basi militari USA che segnano l’intero territorio italiano.
Sabato scenderemo in piazza, in solidarietà con tutti i cittadini di Vicenza che stanno opponendo resistenza, tutti contro la base per un comune amore per la propria terra e una comune ostilità per una propaganda di guerra. Vi aspettiamo numerosi sabato alle 10.30 in Stazione Centrale, il costo del biglietto è dai 5 ai 10 euro.


I Rappresentanti D’Istituto

lunedì 12 febbraio 2007

PROGETTO AUTOGESTIONE

PERCORSO E ORGANIZZAZIONE DEI COLLETTIVI


Il progetto di lavoro di quest’anno è incentrato soprattutto sullo sviluppo di 5 tematiche principali, che riguardano: DROGA, POLITICA, SESSO, MEDIORIENTE e ATTUALITA’.
Queste saranno le aule di collettivo, che rimarranno invariate per i giorni di autogestione e saranno organizzate secondo un percorso di lavoro continuativo che comprenderà 5 (sub)collettivi per ogni tema.
Avremo quindi aule che si occuperanno di argomenti specifici, sviluppandoli nell’arco di tutta l’autogestione e approfondendo gli argomenti con uno schema continuativo.
Ogni collettivo lavorerà alla produzione di cartelloni che verranno poi esposti di volta in volta in autogestione per permettere a tutti di seguire, e, se ne avremo il permesso, sarebbe bello potergli esporre a tutti.
Il cineforum si occuperà della documentazione video dei collettivi.




GIORNO 1 ( 13\02\07) [introduzione all’autogestione, presentazione progetto]

AULA 1: Droghe naturali vs. Droghe sintetiche, derivati e Dipendenza fisica e psicologica.
AULA 2: Regimi totalitari e strumentalizzazione delle masse.
AULA 3: Malattie sessualmente trasmissibili e Prevenzione.
AULA 4: Missioni di pace, attualità Medioriente.
AULA 5: Hip-Hop, storia dalle origini.
CINEFORUM: 11\09\01

GIORNO 2 (14\02\07)

AULA 1: Canapa e i suoi molteplici utilizzi \ Proibizionismo
AULA 2: Pacs e Rapporto Stato e Vaticano.
AULA 3: Sesso in tv, com’è vissuta la sessualità tra gli adolescenti.
AULA 4: Saddam condannato a morte, fanatismo religioso.
AULA 5: Reality Show \ Hip-Hop
CINEFORUM: Erba Proibita

GIORNO 3 (15\02\07)

AULA 1: Business Mafioso \ Legalize
AULA 2: Indulto, pro e contro.
AULA 3: Gravidanza, prevenzione e aiuto.
AULA 4: Situazione delle donne in Medioriente
AULA 5: Moratti vs. Fioroni
CINEFORUM: Bonjour les Enfantes

GIORNO 4 (16\02\07)

AULA 1: Perché ci si droga?
AULA 2: Pena di morte, castrazione chimica.
AULA 3: Chirurgia estetica, cosa spinge una persona a cambiare il suo corpo.
AULA 4: Vicenza, Dal Molin. Basi militari americane?!
AULA 5: Violenze sessuali e Bullismo. (video su google)
CINEFORUM:

[l’ultimo giorno rivedremo assieme i cartelloni prodotti dai singoli collettivi e ne discuteremo.]

domenica 28 gennaio 2007

SERVIZIO DI MODERAZIONE?


I nostri sono principi basati su un’idea di libertà.
Pensiamo sia inutile concedere a tutti di esprimere un parere per poi doverlo censurare se non rientra entro alcuni limiti.
Libertà di pensiero come di commento.
Una libertà che, però, va anche rispettata oltre che pretesa: non intacchiamo la libertà di nessuno.
Per la creazione e lo sviluppo di un blog costruttivo, oltre alle informazioni chiare e concrete, c’è bisogno di uno scambio di opinioni serio e rispettoso.
Si alle contestazioni, ma argomentate e pertinenti.
Qui entra in gioco la nostra maturità.

APPELLO AL GIORNALESKI



Quand'è il vostro prossimo meeting?!?


Da quando è uscito il primo numero del vostro valido giornalino, non vediamo più cartelli in giro che avvisino di un vostro ritrovo.
o non ne state facendo
o non pubblicizzate più
peccato perchè, come avevamo già dichiarato, la risposta ufficiale agli articoli avremmo voluto farla pubblicare sul Giornaleski.

Fateci sapere.

sabato 27 gennaio 2007

COLLETTIVO FISSO


Come vi avevamo preannunciato abbiamo richiesto al preside la possibilità di istituire un collettivo fisso, vista la partecipazione numerosa riscontrata quest’anno.
Questo anche per evitare di doverne continuamente richiederne uno, perdendo tempo compilando moduli burocratici con i dovuti giorni di anticipo e dovendo sempre avvisare tutti gli studenti dei giorni di collettivo.
La proposta è stata accolta dal preside che ci ha chiesto di formulare una richiesta formale che alleghiamo qui di seguito:

Milano, 11/1/2007



Egregio Sig. Preside Agostino Miele,
I Rappresentanti di Istituto degli studenti chiedono, sulla base di quanto discusso e concordato in Consiglio d’Istituto, la possibilità di tenere un collettivo alla settimana in un giorno fisso.
Pertanto richiederemmo la disponibilità di un aula per il martedì di ogni settimana.
I Rappresentanti di Istituto si impegnano al rispetto e all’ordine dello spazio assegnato e delle suppellettili contenute. Il collettivo si impegna a garantire il servizio di sicurezza atto a tutelare gli spazi comuni del piano da danni provocati da membri del collettivo; pertanto in caso di danneggiamento da ignoti le spese saranno risarcite da tutti i presenti sul piano.
Nella prossima assemblea saranno designati 2 responsabili della sicurezza tra i membri del collettivo. Inoltre, come già avviene, verranno registrate le presenze ad ogni riunione.
Facciamo presente alla Direzione che il collettivo rappresenta un momento di dibattito libero inevitabilmente chiassoso, di conseguenza riterremmo utile che durante lo svolgimento del collettivo non vi siano altre attività (sportelli ecc.) sul piano. Non solo per non arrecare disturbo alle attività di recupero ma anche per poter evitare situazioni promiscue che ci impediscano un controllo efficace del piano in cui è situata l’aula che Lei ci vorrà assegnare.
Potrebbe, a questo proposito, essere utile assegnarci un’aula non situata al piano terra o al primo piano, notoriamente piani di passaggio e anche talvolta di ingresso non controllato di esterni.
Sperando di trovare nello spirito di una proficua collaborazione, una soluzione che soddisfi le esigenze nostre di possibilità di avere un luogo di dibattito e quelle della scuola che deve tutelare tutti i suoi utenti, restiamo in attesa di una sua cortese risposta.


Distinti saluti

Ilaria Trapani
Sandro Maroso


Con questo regoliamo anche eventuali problemi di responsabilità in caso di danneggiamento alla struttura scolastica.
Partendo da questa lettera stenderemo con il preside un regolamento ufficiale che stabilirà anche il giorno di collettivo (giovedì) che rimarrà invariato per le settimane di scuola.
Vi allegheremo appena sarà disponibile il regolamento ufficiale.
Detto questo: cosa ne pensate?

RACCOLTA FONDI?


Ragazzi, scusateci per questo mese di assenza ma la fine del quadrimestre ci sta’ massacrando fisicamente e mentalmente… i collettivi sono andati avanti come al solito ma non abbiamo dedicato particolare attenzione al blog… provvediamo subito ad aggiornarlo:
Come prima cosa siamo contenti che il blog abbia raggiunto i 100 visitatori, è gratificante sapere che come strumento funziona, ma ancora più importante ci da la speranza di riuscire a creare un mezzo di informazione accessibile a tutti, per un migliore coinvolgimento e una comunicazione efficace (non come il giornaleskignègnè).

Detto questo mettiamo in palio tutto il fondo cassa al 1000esimo visitatore!

Ovviamente si scherza, questo fantomatico fondo cassa non si è neanche sicuri di riuscire a istituirlo.
In merito a questo vorremmo chiarire i diversi punti esposti in un assemblea dove nessuno è intervenuto:
La decisione di istituire questo fondo è nata dall’esigenza di adempiere alla richiesta del preside che chiede al collettivo il risarcimento di una tenda rotta. Una tenda che è stata bruciata un pomeriggio in cui oltre al collettivo erano presenti diversi corsi a scuola.
La tenda in questione si trova in 4C, al piano terra della torre B, noi del collettivo eravamo in 3H, 5 classi di fianco al luogo del delitto.
Sopra, solo di un piano, vi erano i corsi.
Penso sia inutile dirvi che il piano terra è inevitabilmente piano di passaggio, per questo è possibile che sullo stesso siano presenti persone esterne al collettivo (cosa che ha confermato il bidello del piano).
Episodi di questo tipo non hanno precedenti, per questo non esiste un documento che regoli e tuteli il collettivo ed è stato facile puntare il dito su di noi, soprattutto perché non siamo sotto la responsabilità di un docente.
Ora la situazione è questa: ci troviamo a dover pagare una tenda che nonsisàchi ha rotto, perché nonsisàchi non è riconosciuto in un sistema di RicercaColpevole; il fatto che in quel momento ci trovavamo vicini al “luogo del delitto” basta per incriminarci.
L’importante non è trovare il colpevole, è accusare qualcuno e far ripagare la tenda.
Vi abbiamo convocato in assemblea per raccontarvi questo fatto, sperando di accendere in voi un senso di giustizia e solidarietà, pensando che avreste capito che la nostra esigenza di raccogliere fondi nasce da un’imposizione ingiusta.
Non sono sicura che questo sia successo… i pochi interventi che sono stati fatti sono stati a sfavore e comunque, dopo un mese non si è presentato ancora nessuno studente.
Il problema sembra riguardare un discorso di fiducia. O sfiducia per meglio dire.
I soldi raccolti dal collettivo vengono impiegati solo ed esclusivamente per ciò che riguarda iniziative proposte dagli studenti o comunque emerse all’interno della scuola.
Se il fondo cassa dovesse superare il costo della tenda il resto dei soldi verrebbe comunque impiegato per finanziare attività all’interno della scuola. Attività che può proporre qualsiasi studente.
Detto questo lasciamo la parola a voi, abbiamo riconvocato i rappresentati di classe per lunedì 29, per riaffrontare il discorso e verificare la disponibilità o meno della scuola di partecipare alla raccolta.
Fortunatamente possiamo già contare sul contributo di 60 euro di alcuni professori e dei due rappresentanti dei genitori, cogliamo quindi l’occasione per ringraziare ufficialmente la professoressa Giudici, la vice preside Martinelli, il prof. Battaglia, il prof. Yurish, la prof. Colaneri, la signora Griffini, il signor Maroso e un altro anonimo sostenitore.
Concludendo il discorso e sperando di concludere presto anche l’intera faccenda vi rimandiamo ad una riflessione sulla faccenda, sperando in qualche consiglio.

mercoledì 6 dicembre 2006

ASSEMBLEE D’ISTITUTO: I LATI OSCURI DEL PASSATO E ATTUALI.



Il diritto di assemblea è universalmente riconosciuto a tutti gli studenti.

Si tratta di un momento dedicato esclusivamente alla discussione, dove, per via ufficiale i rappresentanti d’istituto comunicano a tutti gli studenti.

Anche l’assemblea di classe si basa sullo stesso principio e, un’altra cosa che accomuna le due assemblee è il modo di indirle. Entrambe infatti richiedono un minimo di 5 giorni di anticipo e la compilazione del modulo della richiesta che deve essere completa di: data, ore (suddivise in biennio e triennio) e ordine del giorno. E’ possibile effettuare un’assemblea al mese e la presentazione della richiesta viene fatta al preside, il quale non può non concedere un’assemblea, quando questa rispetta tutte le normative, o contestare l’ordine del giorno. Il ruolo del preside è quello di convocare tutti gli studenti attraverso le circolari e concordare eventualmente luoghi o momenti diversi da quelli previsti dalla richiesta.

E’ bene dire anche che l’auditorium non è esclusivamente riservato al Gentileschi, è una struttura comune per la quale bisogna richiedere un’autorizzazione al responsabile della provincia, il quale concede, a seconda della disponibilità, la possibilità di usufruirne una volta che il preside ha autorizzato.

Per quanto riguarda il rispetto e l’ascolto, caratteristiche fondamentali per lo sviluppo di un’assemblea costruttiva, noi ci impegniamo a garantire l’esercizio democratico dei diritti dei partecipanti; non possiamo però intervenire sui commenti dei presenti in assemblea, possiamo solo far fede ad una maggiore consapevolezza e responsabilità, anche se, ribadiamo, è meglio un commento urlato (anche in modo grezzo) piuttosto che un commento non espresso.



(Art. 2, comma 9 D.L. 297/94) La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
(Art. 13 D.L. 297/94)
1. Le assemblee studentesche nella scuola secondaria superiore costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti.
2. Le assemblee studentesche possono essere di classe o di Istituto
3. In relazione al numero degli alunni ed alla disponibilità dei locali, l’assemblea d’Istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele.




Chiariti i punti fondamentali dell’assemblea entriamo a parlare nello specifico:


lo scorso anno, purtroppo, non sono stati conservati i moduli di richiesta delle numerose assemblee d’istituto che sono state richieste negli ultimi mesi di scuola, avrebbero testimoniato a nostro favore. Nessuno comunque può negare il fatto che noi abbiamo cominciato a presentare richieste di assemblea già dagli ultimi giorni di aprile.

Queste richieste, a causa di qualche convegno\corso all’interno dell’auditorium, non hanno avuto un’approvazione, bensì una posticipazione.

Quando è stata presentata una nuova richiesta c’è stato risposto che l’ultimo mese di scuola non è possibile indire un’assemblea d’istituto, anche se mancavano più di 31 giorni dalla fine della scuola (erano i primissimi giorni di maggio).

Consultando poi vari regolamenti d’istituto (non avendo la possibilità di consultare quello ufficiale del Gentileschi in quanto ancora non attivo), abbiamo scoperto che in tutti i casi veniva preso in considerazione giugno come ultimo mese di scuola, di seguito infatti era anche specificato che ogni anno si ha la disponibilità di 9 assemblee d’istituto.


Alleghiamo qui di seguito il manifesto che l’anno scorso abbiamo inutilmente sparso per la scuola.

Diciamo inutilmente perché poco dopo la loro affissione sono stati staccati dal preside stesso in quanto non firmati alla fine dai rappresentanti d’istituto.

L’obbligo di firmare qualsiasi documento che si voglia appendere all’interno della scuola è indiscutibile, il fatto che una distrazione (piuttosto irrilevante secondo noi vista l’inequivocabilità della fonte) abbia reso i nostri manifesti “documenti illeciti” ci risulta invece altamente discutibile, prendendo anche in considerazione il fatto che non c’è stata concessa l’opportunità di riunirci in assemblea.


Vi lasciamo alla lettura di questo “documento del passato” confidando di aver chiarito i molteplici dubbi che si erano creati in merito a questo episodio:



VITA MORTE E MIRACOLI


DI UNA FESTA SABOTATA



Questo non vuol essere un modo per scaricarci di ogni responsabilità od accusare altri: vogliamo solamente puntualizzare che, da parte nostra, abbiamo comunque portata avanti il compito che ci eravamo prefissati.

Perché così di punto in bianco, da che si parlava di festa, concorsi, musica…a sentirsi dire che non si potrà fare praticamente niente…Fa girare i marones!

e ti chiedi: “Ma questi qua, che cosa hanno fatto fino ad adesso?!”

Ci tenevamo a raccontarvi la storia di questa festa.

Abbiamo pensato: se noi fossimo il preside Miele, quale sarebbe il nostro ideale di festa?!

La risposta è stata. Feste individuali nelle classi. Con l’obbligo per i docenti di tenere gli alunni dentro (fortuna che non può sigillare le porte).

E, ragazzi, questo è quello che farà se non si presenta un altro progetto di festa in tempo record.

E se vogliamo dirla tutta, questo è, e l’andamento delle cose ce lo fa supporre, quello che ha programmato dall’inizio.

Chiaramente, non avrebbe mai potuto dichiararlo subito, avremmo avuto tempo di organizzarci per andare contro a queste imposizioni.

Ha dovuto trovare un modo per portarci in questa situazione.

Ha cominciato negandoci l’assemblea d’istituto. Dicendo che il regolamento vieta assemblee l’ultimo mese di scuola. Ingenuamente, ma più che ingenuamente, confidando in una correttezza che è d’obbligo quando si svolge il proprio lavoro, non abbiamo controllato personalmente la carta dei diritti. Come puoi pensare che si inventi leggi che non esistono?!

Controllando abbiamo scoperto che sì, effettivamente c’è scritto che l’ultimo mese di scuola non si possono fare assemblee, ma come ultimo mese è considerato giugno. Infatti, di seguito, specifica che maggio è compreso e che le assemblee concesse sono 9. una al mese.

Con questo divieto, imposto secondo un regolamento che è stato rivisitato a piacimento (o come dice il preside interpretato, come se i regolamenti dovesse interpretarli) il nostro lavoro è stato enormemente rallentato, costringendoci a fare assemblee con soli rappresentati e a passare ripetutamente di classe in classe.

Nonostante il documento scritto, il preside, tuttora ci nega un’assemblea d’istituto.

Questo è stato il primo passo, rallentare le organizzazioni in modo che il progetto di festa sia consegnato il più tardi possibile, così da raggiungere una data per cui poi è tardi organizzare una qualsiasi altra cosa carina.

Il segretario Calabrò inoltre, colui che controlla le entrate e le uscite della scuola, il cosiddetto Tesoriere, una delle persone più competenti quindi a cui richiedere le modalità di un finanziamento, ci ha risposto, alla richiesta appunto di un finanziamento, di preparare un preventivo da presentare poi in consiglio d’istituto.

Così abbiamo fatto. Scoprendo che prima di presentarlo avremmo dovuto farlo protocollare, insieme a un'altra serie di azioni burocratiche delle quali nessuno c’ha informato.

Ora non c’è più il tempo materiale per l’approvazione di un preventivo.(salutiamo tutti assieme il preventivo).

Ora mi chiedo… perché tutte queste mezze verità????

E’ sconfortante prendere atto che il personale di questa scuola possa essere paragonato alla più triste realtà (lavorativa e politica) italiana: chi ha il potere ha ragione e gli altri si adeguino.

All’esposizione del progetto di festa che abbiamo preparato con la collaborazione di tutti voi c’è stato risposto che siamo troppi, che una festa tutti assieme è pericoloso farla, dovremmo alternarci biennio e triennio e ridurre le ore, cominciando da dopo l’intervallo.

Oltre al fatto che non ci sono stati concessi gli spazi.

Ora, poter organizzare una festa seguendo le idee che avevamo avuto è impossibile con tutti questi limiti, pur avendo cercato di adeguarci a tutte le norme che ci sono state imposte.

Come può essere una bella festa se non siamo neanche tutti assieme!!!


Con questo invitiamo tutti a unirsi per mediare a una situazione che è troppo stretta!


Ci vuole la collaborazione di tutti!!!!





Anche per quanto riguarda le assemblee di quest’anno non ci risulta di aver presentato una richiesta non conforme al regolamento d’istituto (come impropriamente è stato affermato in alcuni articoli del Giornaleski), anzi, è successo invece che una nostra richiesta perfettamente conforme (addirittura i giorni di anticipo erano più di 5) venisse dimenticata e scambiata per un collettivo (richiesta per cui non c’è alcun bisogno di avvertire la provincia).

Era infatti prevista per oggi, mercoledì 6 dicembre, un’assemblea che avrebbe dovuto stabilire in modo definitivo l’interesse degli studenti allo svolgimento di un’autogestione (oltre a quello dimostrato dal collettivo) e discutere delle proposte ed iniziative che il collettivo sta promuovendo in questo momento, compresa la richiesta di istituire un costo cassa con la partecipazione di tutti (di 50 cent) per finanziare eventuali progetti.

Questo non è stato possibile in quanto nessuno ha avvisato per tempo gli studenti.

Un’altra assemblea posticipata.

Teniamo a precisare che in questo specifico caso la colpa non è assolutamente del preside il quale non era neanche a conoscenza della richiesta; è stato un disguido nato in vicepresidenza in quanto la vicepreside ha frainteso la nostra richiesta pensando fosse per un collettivo.

Nonostante questo fraintendimento sono state gradite le scuse formulate da lei stessa che ha dimostrato rispetto nei nostri confronti e riconoscimento nei confronti del ruolo istituzionale che investiamo.

martedì 5 dicembre 2006

RISPONDIAMO AL GIORNALESKI



Come prima cosa ci tenevamo a rispondere a degli articoli pubblicati nel primo numero del Giornaleski, il giornalino ufficiale della scuola redatto da alcuni studenti con la collaborazione di qualche professore.


In questo primo numero, addirittura come inserto speciale, troviamo una serie di articoli, più o meno argomentati, che trattano inizialmente dell’autogestione, successivamente delle assemblee d’istituto e per finire “suggeriscono” migliori tattiche e procedure di lavoro per i rappresentanti d’istituto.


Non nascondiamo il nostro rammarico nel constatare che nessuno si è premurato di chiedere anche un nostro intervento per la stesura finale dell’articolo (oltre a quello del preside) dal momento che presumiamo che lo scopo sia stato prettamente informativo.


La nostra è una risposta un po’ dura, schietta e forte nei termini, un po’ a dimostrazione di quanto è seria la nostra determinazione e di quanto siano confutabili le vostre affermazioni; abbiamo scelto di farlo prendendo come base l’articolo stesso, articolando la risposta subito a seguito [nelle parentesi quadre] per rendere più diretta e precisa la contrapposizione delle due “campane”.


Ci dispiace che si creino situazioni di questo tipo all’interno dell’istituto, che scaturiscono senza dubbio dalla mancanza di un dialogo diretto.


Come pensate che si possa venire in contro a questo problema?


Noi siamo a scuola come voi, a prescindere dall’autogestione, dalla manifestazione e dal collettivo; per un qualsiasi dubbio in merito al nostro progetto di lavoro, organizzazione studentesca e programma non potete far altro che chiedere. Non abbiamo mai mandato via nessuno come nessuno mai è venuto a chiederci qualcosa. Anche attraverso l’indirizzo di posta elettronica del collettivo (collettivogentileski@yahoo.it) è possibile domandare un qualsiasi chiarimento, a cui verrà pubblicamente risposto sul blog.



La riportazione sul blog dei seguenti articoli è stata effettuata alla lettera.





  • Articolo pagina 2 Il “rito” dell’autogestione


L’autogestione come protesta? Una volta forse…

E’ di rigore ormai che nelle scuole milanesi, verso la fine di novembre si dia luogo a quella che viene comunemente (ma non del tutto propriamente) chiamata autogestione. [non ci viene in mente un altro termine appropriato a definire un organizzazione di persone che autonomamente gestiscono il loro progetto di studi, se ne sai una te non esitare]

Beh, se in principio era nata come unico modo per gli studenti di far valere le proprie idee e di protestare per dei problemi che, anche se discussi, avrebbero avuto soluzioni [la possibilità di far valere le proprie idee è un diritto che abbiamo conquistato in decenni, perché dovremmo perderlo adesso? Non ci sono più problemi? Non hanno soluzione?] ora la si vede come 4 giorni di vacanza collettiva [purtroppo non possiamo imporre lo spirito di partecipazione all’autogestione, possiamo solo cercare di creare collettivi sempre più coinvolgenti che stimolino l’assunzione di una responsabilità autonoma…cosicché non venga più percepita come vacanza].

Inoltre, se una volta l’autogestione veniva organizzata, indetta e messa in piedi da un gruppo studentesco dalle idee ben precise, ora siamo nel caos più totale [questa affermazione, in quanto infondata, non meriterebbe neanche una risposta. Perché infondata? Perché le nostre idee sono precise, il caos è una situazione che si crea quando le informazioni non vengono assimilate in modo coerente. Può scaturire da un nostro deficit in fatto di chiarezza, ma penso sia comprensibile quando il mezzo di informazione è una caotica assemblea d’istituto. Nessuno ti ha mai visto a un collettivo, lì avresti capito che le nostre idee, i nostri principi, sono molto definiti].
La risposta generale? Nessuno viene ai collettivi, il preside non ci fa fare l’assemblea, nessuno collabora per la cogestione e men che meno per l’autogestione.

In pratica: protestiamo perché non ci fanno protestare. [ti facciamo finire il discorso…..]

Bene, partiamo dal principio:
che nessuno vada ai collettivi è una realtà, nel senso che sono pienamente consapevole del fatto che al collettivo ci vanno dalle 6 alle 8 persone [probabilmente, dal momento che sei anche direttrice del giornale, dovresti aggiornarti prima di scrivere un articolo, questi dati non sono attribuibili a nessun collettivo che si è svolto quest’anno; collettivi che hanno avuto un’adesione media di 40 persone].
Di conseguenza, se nessuno va ai collettivi, vuol dire che a nessuno interessa decidere o almeno conoscere quello che succede a scuola (tra l’altro la NOSTRA scuola) [è proprio a questo che stiamo cercando di andar contro. Un atteggiamento di “non interesse nel decidere o nel conoscere” quello che succede nella NOSTRA scuola…non può che riproiettarsi nel mondo del lavoro e nella vita in generale fondando così una popolazione di amebe], ma ancora peggio, tutti, o almeno chi non va ai collettivi, si aspettano che siano gli altri a mettere in piedi un’organizzazione studentesca che decida e rappresenti anche loro. [questa è una conseguenza del precedente punto, con una consapevolezza maggiore nessuno pretenderebbe di essere rappresentato senza fornire elementi validi prima]

E allora diciamolo: ma che cavolo pensate di fare? Come pensate che funzioni? Che lo spirito santo scenda in terra e crei un collettivo di angeli e apostoli che rappresenti gli studenti? [ la sfera miracolati non ci appartiene, oltre a non credere nei miracoli pensiamo che qualsiasi cosa si voglia ottenere, anche se inizialmente può risultare impossibile, dev’essere frutto di impegno e tentativi, dev’essere spinta dal desiderio di cambiamento. Se nessuno nel corso della storia avesse ragionato in questo modo saremo ancora a chiederci quanto sarebbe bello se schiacciando un pulsante si riuscisse a illuminare un’intera stanza…saremo ancora ad aspettare, come dicevi te, il fascio di luce tipico dell’apparizione divina per leggere una pagina di libro.]

Cioè voglio dire, [c’è, cioè, gnè] i rappresentanti d’istituto candidati erano 4, su 1500 studenti. [ è scandaloso vero? Cosa pensi che potremmo fare? Mi sembri una che le soluzioni ce le ha tutte in tasca…daccela sta mano….eeeeecandidatiii!].

Va beh [ahahah va beh….se dici va beh non può che andar beh….]
Secondo: il preside non concede l’assemblea (ce l’ha con noi, ci odia tutti e derivati vari).
Beh anche se questo è un fatto successo alla fine dell’anno scorso, vi posso assicurare che proprio sta mattina ero nell’ufficio del dirigente e che sono venuta a conoscenza delle procedure (e vi dirò anche, non di tutte) di cui penso nessuno conosca l’esistenza, che riguardano il modo di richiedere un’assemblea [sulla base di che cosa scusa tu potresti assicurare che nessuno, compresi noi, sia a conoscenza di queste procedure? Se ti dimostriamo che non è così copre la tua assicurazione?]. Ovviamente non hanno nulla a che fare con il modo in cui è stata richiesta (tral’altro) anche questa prima indetta. [e quest’informazione da chi l’hai avuta? Aspetta facci indovinare… mmmh… forse dal dirigente in quella mattinata nel suo ufficio? Non pensi che per fare del serio giornalismo ci sia il bisogno di confrontare le 2 tesi contrastanti riguardarti lo stesso argomento? Dico…da direttrice di giornale…non si ragiona così? Comunque, visto che l’argomento porterebbe via troppo spazio rimandiamo i chiarimenti ad un prossimo post, riprendendo il discorso delle assemblee negate.]
Facciamo autogestione perché non ci concedono l’assemblea? [ti rimando al post sul perché dell’autogestione].

Ma perché, invece, non facciamo tutti una gita nell’ufficio del dirigente (“aperto sempre a tutti” testuali parole del diretto interessato) [dai, organizza, noi ci andiamo già abbastanza] per capire e farci spiegare bene cosa bisogna fare per indire un’assemblea? No? Nessuno ci aveva mai pensato… ma va beh [ma va beh va beh… eh…meno male che ci sei tu che pensi a queste cose…]

Terzo, ma non meno importante, punto: nessun professore collabora per la cogestione. E qui siamo da capo… chi ha mai presentato un progetto chiaro ed organico ai professori(1) [se mi parli di cogestioni mi parli di professori e studenti che insieme collaborano e si COgestionano in un progetto alternativo. Mi spieghi che cosa avrebbe rappresentato presentare un progetto in cui noi stabilivamo cosa un professore avrebbe dovuto dire in collettivo? Non ti sembra assurdo? Per fare cogestione non serve un professore che da la disponibilità con una firma. Serve un professore che partecipa ai collettivi di organizzazione, se no non è una cogestione.] due: dato che quando alcuni studenti non condividono l’idea dell’autogestione il problema è relativo, perché dovrebbe essere così grande il problema che alcuni professori non condividano l’idea della cogestione? [Considerando il fatto che l’effettiva disponibilità a partecipare anche all’organizzazione non l’ha data nessun docente, la disponibilità a partecipare è poi subordinata al fatto che quando si tratta della partecipazione di un docente si parla di un lavoratore, pertanto, se anche solo uno studente nella sua ora volesse fare lezione, sarebbe obbligato a rimanere in classe, se non lo facesse andrebbe in contro alle sanzioni previste a chi non adempie alla prestazione di un servizio. Poi facilmente capire perché se non è condivisa la cogestione dai professori non si può fare… perché diventa un’autogestione.]
Tre: chi ha mai pensato ad un’alternativa alla cogestione (dato che comunque nessuno riesce ad organizzarne una decente)? Nessuno.[a parte l’autogestione dici? Non lo so potremmo pensarci in collettivo se ne hai voglia, così ci dai una mano] . Come nessuno si è interessato a chiedere opinioni a riguardo al preside, [in merito a cosa, alla cogestione? All’autogestione? Ce li dice chiari i suoi pareri non c’è bisogno di chiederlo] che, mi dispiace deludervi, non ha niente a che vedere con il mostro mangia-studenti [evitiamo battute di contenuto politico] che ci è stato descritto.
Insomma, il nocciolo della questione è questo: se praticamente nessuno all’interno dell’edificio scolastico, neppure i rappresentanti stessi, sono a conoscenza delle norme, dei diritti e dei doveri degli studenti, come si può pensare che tutto vada bene nell’istituto? [il fatto che noi non siamo a conoscenza delle norme, dei diritti e dei doveri degli studenti rimane sempre e comunque una tua opinione personale totalmente confutabile]. Perché deve venir indetta un’assemblea che parla dell’autogestione quando i problemi per cui essa deve essere fatta non sono ancora stati discussi? [questo può farmi intendere o che eri assente all’assemblea o che non hai ascoltato; noi abbiamo parlato in previsione di un’EVENTUALE autogestione. il discorso che abbiamo fatto in assemblea è stato per prevenire i molteplici problemi che può creare se organizzata senza consapevolezza. Abbiamo infatti cercato di “sensibilizzare” gli studenti, perlomeno i rappresentanti di classe “eletti per rappresentare la classe” chiedendo una partecipazione maggiore, cercando di trasmettere la nostra voglia di organizzare un bel progetto collettivo, con gli interessi di una collettività, una vera autogestione. Ci siamo parzialmente riusciti, la partecipazione ai collettivi di quest’anno è sempre stata numerosa, tant è che abbiamo proposto al preside, che sta valutando l’ipotesi, la possibilità di istituire un giorno fisso alla settimana per il collettivo.

In assemblea abbiamo cercato di capire se gli studenti avessero la forza, la maturità, la cultura di portare avanti seriamente questa esperienza dal momento che intendiamo l’autogestione un momento di formazione. La risposta è stata data in positivo dal collettivo. Un collettivo aperto che quest’anno ha permesso di organizzare le attività con una migliore impostazione del lavoro].

Nota bene, non sto dicendo che non ci sono problemi, ma che, se ci sono, se ne parla in un’assemblea (richiesta seguendo le procedure) e discussa in modo decente, cosa che non è avvenuta nell’ultima [per quanto ci riguarda riteniamo di aver lasciato intervenire in modo totalmente libero, dovremmo essere noi a richiedere una maggiore decenza da parte di tutti nell’ascoltare quello che diciamo, visto che in alcuni momenti non si sentiva neanche nelle prime file cosa dicevamo al microfono(!), e nel prendere in considerazione quello che proponiamo, che non vuol dire per forza condividere. Non possiamo stabilire un rigoroso silenzio in auditorium, o zittire eventuali commenti che vengono rivolti anche a nostre affermazioni. Non ne siamo in grado.].
Perché se quello che noi studenti vogliamo dimostrare è maturità e capacità di autogestirsi, direi che partire dall’idea di organizzare un’autogestione senza neanche essersi posti la domanda:”perché la facciamo?” non ha niente di maturo [al perché abbiamo risposto in un intero post, è stato detto anche in assemblea se pur superficialmente per il poco tempo a disposizione. Sono sempre tue illazioni prese in giro dal vociferare di qualche professore].

Comunque, alla base di tutto sta la conoscenza dei diritti e dei doveri degli studenti. Quando questi verranno meno, ci verranno negati oppure ci troveremo di fronte a delle problematiche non risolvibili per una qualche serie di motivi, allori si potrà pensare di fare ricorso all’autogestione, ma non prima. [anche questa affermazione trova la sua confutazione nel post sul perché siamo intenzionati a organizzare un’autogestione. Nel caso che dici tu si potrebbe pensare ad un’occupazione. L’autogestione in alcuni ambiti è riconosciuta come un diritto, non lede quello di nessun altro, chiunque preferisca svolgere lezione può farlo, le classi del piano dove si svolge l’autogestione vengono trasferite in altre aule dal preside, presumibilmente previo accordo.]

E posso assicurare che non ci sarà mai negato l’ascolto e l’appoggio (nei limiti del possibile) dai livelli superiori (almeno è ciò che mi è stato garantito), quindi questo è quanto. Passo a voi il testimone, mi piacerebbe sapere come la pensate. [abbiamo colto al volo e con piacere l’invito ;)]





  • Articolo pagina 4 Assemblee “divertenti”

La maggior parte degli studenti vede ormai l’assemblea d’istituto come una perdita di tempo volta a far saltare ore di lezione, ma il ruolo di un’assemblea che invita un intero istituto non è certo questo.
L’assemblea è presieduta solitamente dai rappresentanti d’istituto eletti dagli studenti della scuola, i quali dovrebbero informare tutti gli altri su eventuali problemi presenti all’interno della scuola [non solo, anche di quelli che sono i nostri obbiettivi, i nostri progetti e qualsiasi eventuale manifestazione, organizzazione e iniziativa che si pensa di poter intraprendere a seconda delle esigenze].

Ciò non è avvenuto alla prima assemblea di questo anno scolastico, in cui i nuovi rappresentanti d’istituto si sono presentati dopo le elezioni [ci siamo scusati in assemblea per la mancata propaganda, la possibilità di fare un’assemblea d’istituto al mese ci ha imposto una scelta: un’azione di propaganda con 4 candidati su 4 persone eleggibili ci sembrava una pagliacciata, abbiamo scelto di convocare l’istituto una volta “in carica” per esporre il nostro fondamentale obbiettivo, ciò che siamo passati a dire di classe in classe, la nostra richiesta di collaborazione. Oltre a valutare l’interesse e la volontà degli studenti di organizzare o meno un’autogestione. Chi fosse stato interessato a conoscere prima di questa fantomatica elezione i rappresentanti avrebbe potuto partecipare ai collettivi precedenti all’elezione.]; nel caos generale si sono presto trovati senza nulla da dire alle classi che si erano riunite in auditorium e così si è finito per parlare della possibile autogestione che si terrà quest’anno.

Le autogestioni sono ormai diventate un rito, un evento che si ripete ogni anno nel periodo di novembre, senza motivo [in risposta a questo è stato scritto un interno post in cui viene spiegato il perché dell’autogestione].
Anche quest’anno sono state dette molte cose sull’argomento autogestione; per i rappresentanti d’istituto l’autogestione è un’iniziativa volta alla formazione personale degli studenti, dove si trattano argomenti che possono servirci nella vita di tutti i giorni, ma non è proprio quello che è accaduto negli anni passati. [con anni passati presumo che tu ti possa riferire, solo a quelle di massimo 3 anni fa, visto che sei in terza (e ti posso assicurare che gli anni prima non era così). Anche ammettendo che tu le abbia viste tutte, e ammettendo anche che per alcuni casi hai anche ragione, cosa ti fa pensare che quest’anno non si possa creare qualcosa di positivo? Di diverso e costruttivo. Quest’anno, grazie ad una partecipazione più attiva da parte di alcuni studenti e all’adesione numerosa dei collettivi abbiamo la possibilità di costruire un buon progetto. Certo, può andar male, bisogna prepararsi anche a questo, però valuta bene, perché magari ne vale la pena.]

Se prendiamo come esempio l’autogestione dello scorso anno, non possiamo certo dire che ci sia servita nella vita quotidiana perché, detto in parole povere e senza andare contro a nessuno, stare chiusi in un’aula con dei ragazzi che fanno rap e altri che fumano rendendo l’aria irrespirabile, non può certo servirci come esperienza di vita. [hai perfettamente ragione, siamo noi i primi ad avere intenzioni ben fuori da questa linea, l’anno scorso l’autogestione è stata un’evidente fallimento, per eventuali circostanze e avvenimenti che se dovessero interessarvi non tarderemo a farvi sapere.]

Purtroppo l’autogestione di quest’anno si prospetta come quella dello scorso anno. [sulla base di che cosa affermi questo? ].

La cosa dispiace anche un pochino, visto che in quella settimana di ore di lezione buttate, si potrebbero fare attività alternative che renderebbero produttiva anche un’autogestione fatta senza un motivo. [altre illazioni mischiate a pseudo proposte non argomentate. Sentiamo solo “si potrebbe”, mai nessuno che dice “dai facciamo”].

Anche secondo il parere del preside la prima assemblea d’istituto di quest’anno non è andata bene, e sempre secondo il prof. Miele mancava anche di organizzazione [non è andata bene perché non c’è stato un buon dialogo e un rispetto adeguato verso chi parlava, da parte di tutti in auditorium o quasi. Per quanto riguarda l’organizzazione capisci anche te quanto possa essere complicato zittire un auditorium. L’animo delle assemblee in auditorium, soprattutto quando i temi della discussione sono così spinosi, è sempre stato acceso, sono vostri compagni, commentano quello che dite come quello che diciamo, magari senza proprietà di linguaggio ed educazione, ma è comunque una reazione. Sono comunque presenti all’assemblea i docenti accompagnatori, che non tardano a zittire i ragazzi, ma solo quando si tratta di uno spettacolo organizzato da loro.], visto che in un’assemblea tra ragazzi del triennio sarebbe opportuno un po’ più di rispetto nei confronti di chi vuole esprimere la sua opinione [completamente d’accordo] e chi più che rispetto ha ricevuto urla e schiamazzi [dubito che tu ti riferisca a noi rappresentanti].

Proprio a causa di questa mancanza di organizzazione delle assemblee, il preside ci ricorda che ogni classe ha a disposizione un’assemblea di classe al mese, in cui parlare degli eventuali contrasti coi professori o di altri problemi. [questo è un grande diritto che abbiamo che non va senz’altro sottovalutato, anzi, andrebbe sfruttato maggiormente dai rappresentanti di classe, che, collaborerebbero senz’altro a un progetto di lavoro migliore se portassero i resoconti delle proprie assemblee nei collettivi; ci si potrebbe confrontare sugli eventuali problemi ed eventualmente affrontare discorsi su tematiche di interesse generale. Oltre ad essere un grande aiuto per il funzionamento del collettivo può essere d’aiuto alla singola classe che può trovare spunto per la risoluzione dei problemi interni nell’esperienza di altre classi.].

Proprio per aiutarci a capire come si possa organizzare un’assemblea d’istituto e di classe e come si possa svolgere, il preside sta promuovendo un progetto aperto a tutte le classi che verranno aiutate a risolvere proprio questi problemi di organizzazione.





  • Articolo pagina 5 “Autunno Caldo”

“compagno di scuola, compagno di niente, ti sei salvato dal fumo delle barricate…” (A. Venditti)



Una piccola perla tratta da una canzone relativa al ’68: quel periodo che ha caratterizzatola gioventù di coloro che ci hanno preceduto (chiedete ai vostri “predecessori”, nonché professori, genitori, familiari, amici, vicini di casa e chi più ne ha più ne metta…) [se ti stai riferendo a noi come fai poi espressamente per il resto dell’articolo possiamo assicurarti che abbiamo bene idea di quello di cui stai parlando ed in merito all’argomento in questione abbiamo più e più volte discusso con “veri reduci” del ‘68].

Loro, che in quegli anni ci sono cresciuti, forse sapranno informarvi al meglio [non preoccuparti.], e solo nel momento in cui riconoscerò in voi quella che si chiama “consapevolezza”, allora potrò pensare ad un’eventuale autogestione! [scusami, dall’alto del tuo piedistallo forse fai fatica a riconoscere la nostra vera consapevolezza, fondamentalmente perché sei lontano, troppo in alto, e perché non hai mai partecipato a un collettivo. Ti parliamo così perché ti conosciamo personalmente, anche se non riportiamo qui sul blog il tuo nome, abbiamo avuto più occasioni di dialogo all’interno della scuola ma queste affermazioni ci suonano totalmente nuove. Ci sarebbe piaciuto affrontarle nelle molteplici occasioni in cui annuivi a quello che dicevamo.]
Come mi ha sempre detto la prof. Cattaneo “get informed…” [concordiamo con la prof, Cattaneo, che conosciamo e apprezziamo anche noi e ti rigiriamo la frase].

Ragazzi, pensate sempre prima di parlare, perché sennò non vi ascolta nessuno, o meglio, le persone che avranno la volontà di seguirvi ci potranno essere; ma certamente non molte e non a lungo [Cos’è questa? Una lezione di vita? con questo stai affermando che i nostri discorsi sono campati in aria, che parliamo a vanvera, ma non argomenti l’affermazione. Insinui senza esserti premurata di informarti te per prima su quelle che sono le iniziative che intendiamo intraprendere. Sul perché abbiamo intenzione di agire così.]

Prima di pensare a migliorare i sistemi preesistenti, domandatevi, perciò, come sono nati, e non state sempre lì a criticare, lamentarvi, e poi perché venite sempre a scuola col “muso”? [il nostro non è un tentativo di miglioramento, bensì di approfondimento collettivo, come sono nati gli attuali sistemi d’educazione, politici e quant’altro potrebbe anche essere un ottimo argomento di discussione nella stessa autogestione, non capiamo poi, come prima, sulla base di che cosa poi affermi che noi non ne saremmo a conoscenza. Per quanto riguarda le lamentele e le critiche che abbiamo comunque ampiamente articolato e giustificato possiamo dirti che ora ci riteniamo piuttosto soddisfatti. Erano infatti rivolte a una partecipazione pressoché inesistente da parte degli studenti alla vita sociale scolastica, cosa che quest’anno ha finalmente trovato un’evoluzione, grazie alla consapevolezza di alcuni studenti di cogliere nel verso giusto l’intenzione delle lamentele.]
Non so come sia andata per voi, ma io, quando dovevo decidere la scuola superiore (correva l’anno 2001) [ce lo ricordiamo bene quell’anno… eravamo nella stessa situazione anche noi.] ci ho pensato non una, ma mille volte …
Scegliere non è stato facile, perché come ben sappiamo ogni scelta comporta una rinuncia… ma fa parte della crescita!!! [aug grande capo]

Adesso mi viene in mente il grandissimo prof Sandro De Molli che diceva sempre: “è ora di basta”, oppure “andate a fare, scrivere, imparare”….lui ci prendeva così. [sembra che parli di una persona morta. Conosciamo bene anche noi il professore. Una grande persona a livello umano, che tra le tante cose che ci ha insegnato, per riprendere anche noi una sua citazione è stata: “prima di parlare sbatti 3 volte la testa sullo spigolo”. Te la riproponiamo in tutta la sua saggezza, sperando che tu colga l’invito.].

Finchè lo abbiamo avuto la matematica non è mai stata il nostro mestiere, ma ci faceva capire che nessuno ci obbliga a stare a scuola…

E ci sono tantissime altre persone eccellenti, che ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere in questi cinque anni all’Artemisia Gentileschi, ma, ovviamente, non posso menzionarle tutte, vi annoierei…[anche noi. In questi cinque anni abbiamo anche avuto il dispiacere di conoscere pessimi elementi, oltre, naturalmente, agli eccellenti.]

In sintesi: è inutile e ridicolo voler cercare di cambiare un sistema che neanche si conosce [è inutile e ridicolo parlare di un progetto di cui non si conosce, argomentando per di più con affermazioni totalmente infondate e confutabili. Questo, considerando anche il fatto che ci siamo parlati personalmente, è anche altamente ipocrita.]; la Nostra scuola è meravigliosa, efficiente, e ci sta dando un ottima preparazione. [questo elogio sviluppa senz’altro, oltre alla soddisfazione ipocrita che alcune persone possono ricavarci, una imponente chiazza umida sul culo di quelle stesse persone. Niente è perfetto e definire meravigliosa una scuola italiana è assolutamente ipocrita. Insomma, sei un ipocrita.].

Se poi voi volete fare come gli struzzi (con tutto il rispetto per gli struzzi) [ma si può sapere te dall’alto di cosa spari a raffica queste accuse provocatorie? Cosa pensi di fare? Capisci che questo tuo articolo dimostra tutto il tuo egocentrismo? Dal momento che non vediamo una cosa come la vedi te vuol dire che non la vogliamo vedere? Il tuo è un pensiero frutto di una scienza innata…mentre noi siamo poveri struzzi, anzi, meritiamo meno rispetto degli struzzi. Fatti dire una cosa, che ti verrà senz’altro ribadita di persona, una tua diversa visione delle cose è senz’altro rispettata e presa in considerazione. Se però argomentata civilmente come tu per prima richiedi agli altri. Queste accuse pubblicate in un articolo di cui nessuno di noi era a conoscenza e di cui tu non hai mai accennato alcun punto nelle precedenti volte che abbiamo avuto occasione di parlare è solo una dimostrazione di quanto sei coniglia (con tutto il rispetto per i conigli)], non venite a dirlo a chi nella scuola c’è da più tempo [come da più tempo? I 5 anni che hai passato al Gentileschi li hanno passati anche la metà dei rappresentanti d’istituto], e che ha sempre cercato, magari con qualche ostacolo (ma saltato alla grande), di compiere il suo dovere e di vedere realizzati i diritti della collettività… perché, vi ricordo: lo Studio è un Diritto! [grazie, lo sapevamo e ce lo ricordiamo molto bene.]


La cosa che ci ha maggiormente colpito (e preoccupato) di questi articoli è la chiara suddivisione in Loro (il preside, i professori, gli integerrimi: coloro i quali sanno tutto e detengono tutte le procedure) e noi: i poveracci che fumano in classe e schiamazzano durante assemblee e autogestioni.


In pratica la tua concezione della scuola è come se i professori e il dirigente fossero gli unici Illuminati detentori del sapere e noi dei vuoti serbatoi da riempire con nozioni stantie e molto spesso inutili.

Li descrivi come gli Eletti che dall’alto degli Uffici Superiori illuminano le menti di noi poveracci.

Il tuo giornalino è paragonabile a un TG di Emilio Fede (con tutto il rispetto per Emilio Fede AHAHAH).



Ciao pirlone, servo del padrone.


(M. Boldi)

AUTOGESTIONE: COS’E’?!? PERCHE’?






Il nostro obbiettivo perchè diventi anche il vostro





L’autogestione è un processo che ha una storia molto lunga che nasce dal frutto di quel movimento spontaneo nato all’inizio degli anni ’70 e conosciuto come “il ‘68”. Questo movimento nacque per garantire il diritto di parola agli studenti, fino ad allora considerati solo come semplici ingranaggi di una catena di montaggio che aveva come fine l’omologazione e l’apprendimento di nozioni sterili e senza legami con la realtà. E’ in quel periodo, infatti, che è sorta l’esigenza di superare i limiti della vecchia scuola di Stato, che si riduceva quindi ad semplice veicolo di diffusione delle particolari concezioni ideologiche della pedagogia di Stato.

Le istituzioni scolastiche nascono da questo movimento ormai lontano negli anni che però ci ha lasciato in eredità il diritto di esprimere ed esercitare il nostro pensiero e le nostre esigenze all’interno dell’ambito istituzionale della scuola stessa.

Grazie alla lotta di questo movimento oggi la scuola presenta vantaggi considerevoli, tuttavia, riteniamo che l’autogestione sia un elemento importante da mantenere.

Consente infatti un approfondimento nato dall’interesse personale dello studente, indipendentemente dalla pertinenza con il programma disciplinare, che comprende a sua volta un confronto diretto con gli altri studenti.

Questo rappresenta un arricchimento dal punto di vista della cultura personale che la normale lezione non può fornire, consiste in un apprendimento che riveste una caratteristica più concreta e attuale, con lo scopo di renderci tutti consapevoli della società, una società che con il tempo sta diventando sempre più individualista e disinteressata ai problemi di carattere sociale.


La vita “vera”, quella che nessun libro e’ in grado di raccontarci. Una vita vera dove dovremo essere non solo lavoratori, ma anche cittadini consapevoli degli effetti che le nostre azioni (o non azioni) potrebbero avere su cosa ci sta intorno.


Da qui nasce il concetto di autogestione: un movimento che porti nella scuola non solo i contenuti di pagine statiche riposte in libri polverosi, ma il concetto stesso della parola “movimento”: la realtà cambia e sta a noi essere semplici spettatori oppure attori di questo cambiamento.

L’autogestione nasce quindi, non solo in conseguenza ad una crisi dei rapporti di potere istituzionali all’interno della scuola, ma anche per una visione scolastica sempre meno nozionistica, per la costruzione di una scuola legata sempre di più alle reali esigenze formative degli alunni per un insegnamento più concreto, incentrato su un’attualità che è sempre più complicata da comprendere, per far si che ci vengano forniti gli strumenti per poterla affrontare con una maggiore consapevolezza e responsabilità.

Non è quindi solo un modo per dare voce alle rivendicazioni degli studenti.

Non viene attuata sotto forma di lamentela com’è invece un’occupazione: viene richiesta per dare spazio ad una cultura alternativa indipendente da quella ufficiale. Questo non ha bisogno di motivi, di scuse o pretesti. Sentiamo l’esigenza di creare spazi autogestiti per promuovere l’assunzione di una responsabilità autonoma, nella progettualità e nella gestione della vita offrendosi come “piattaforma di scambio" culturale, sociale, politico ed ecologico, stimolando la critica, il dibattito e la ricerca di alternative, per una crescita individuale e collettiva.

A chi risulta così semplice calpestare quello che collettivamente la gente è riuscita a conquistare nell'arco di decenni, possiamo solo attribuire una scarsa maturità e un pessimo spirito ad animarli.

yO!



Ciao ragazzi,


per rendere ancora più semplice e diretta la comunicazione tra di noi ci siamo informatizzati; abbiamo creato un blog, che verrà aggiornato di volta in volta dai rappresentanti d’istituto.


L’obbiettivo fondamentale di questo blog, oltre a quello di farci conoscere meglio, è di aggiornare in tempo (quasi) reale tutti gli studenti in merito ad iniziative, progetti e manifestazioni e di rispondere ad eventuali dubbi e domande che potranno essere inoltrate tramite la casella di posta del collettivo collettivogentileski@yahoo.it


Attraverso questo blog verrà chiarito e illustrato ogni passaggio delle iniziative che intraprenderemo e verrà pubblicamente risposto ad ogni dubbio presentato.