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martedì 5 dicembre 2006

AUTOGESTIONE: COS’E’?!? PERCHE’?






Il nostro obbiettivo perchè diventi anche il vostro





L’autogestione è un processo che ha una storia molto lunga che nasce dal frutto di quel movimento spontaneo nato all’inizio degli anni ’70 e conosciuto come “il ‘68”. Questo movimento nacque per garantire il diritto di parola agli studenti, fino ad allora considerati solo come semplici ingranaggi di una catena di montaggio che aveva come fine l’omologazione e l’apprendimento di nozioni sterili e senza legami con la realtà. E’ in quel periodo, infatti, che è sorta l’esigenza di superare i limiti della vecchia scuola di Stato, che si riduceva quindi ad semplice veicolo di diffusione delle particolari concezioni ideologiche della pedagogia di Stato.

Le istituzioni scolastiche nascono da questo movimento ormai lontano negli anni che però ci ha lasciato in eredità il diritto di esprimere ed esercitare il nostro pensiero e le nostre esigenze all’interno dell’ambito istituzionale della scuola stessa.

Grazie alla lotta di questo movimento oggi la scuola presenta vantaggi considerevoli, tuttavia, riteniamo che l’autogestione sia un elemento importante da mantenere.

Consente infatti un approfondimento nato dall’interesse personale dello studente, indipendentemente dalla pertinenza con il programma disciplinare, che comprende a sua volta un confronto diretto con gli altri studenti.

Questo rappresenta un arricchimento dal punto di vista della cultura personale che la normale lezione non può fornire, consiste in un apprendimento che riveste una caratteristica più concreta e attuale, con lo scopo di renderci tutti consapevoli della società, una società che con il tempo sta diventando sempre più individualista e disinteressata ai problemi di carattere sociale.


La vita “vera”, quella che nessun libro e’ in grado di raccontarci. Una vita vera dove dovremo essere non solo lavoratori, ma anche cittadini consapevoli degli effetti che le nostre azioni (o non azioni) potrebbero avere su cosa ci sta intorno.


Da qui nasce il concetto di autogestione: un movimento che porti nella scuola non solo i contenuti di pagine statiche riposte in libri polverosi, ma il concetto stesso della parola “movimento”: la realtà cambia e sta a noi essere semplici spettatori oppure attori di questo cambiamento.

L’autogestione nasce quindi, non solo in conseguenza ad una crisi dei rapporti di potere istituzionali all’interno della scuola, ma anche per una visione scolastica sempre meno nozionistica, per la costruzione di una scuola legata sempre di più alle reali esigenze formative degli alunni per un insegnamento più concreto, incentrato su un’attualità che è sempre più complicata da comprendere, per far si che ci vengano forniti gli strumenti per poterla affrontare con una maggiore consapevolezza e responsabilità.

Non è quindi solo un modo per dare voce alle rivendicazioni degli studenti.

Non viene attuata sotto forma di lamentela com’è invece un’occupazione: viene richiesta per dare spazio ad una cultura alternativa indipendente da quella ufficiale. Questo non ha bisogno di motivi, di scuse o pretesti. Sentiamo l’esigenza di creare spazi autogestiti per promuovere l’assunzione di una responsabilità autonoma, nella progettualità e nella gestione della vita offrendosi come “piattaforma di scambio" culturale, sociale, politico ed ecologico, stimolando la critica, il dibattito e la ricerca di alternative, per una crescita individuale e collettiva.

A chi risulta così semplice calpestare quello che collettivamente la gente è riuscita a conquistare nell'arco di decenni, possiamo solo attribuire una scarsa maturità e un pessimo spirito ad animarli.